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June 24 Serata d'Alcool post-scrittiMi tocca. E' mio dovere farlo. E' mio dovere scribacchiare qualcosa sulla serata di ieri. Non ne ho la minima voglia ma la serata è troppo meritevole perchè il suo ricordo cada nell'oblio e quindi devo renderle l'ultimo servigio di eternarla qui su questo blog dove le migliori serate trovano il loro resoconto glorioso.
In ogni caso, premetto che ho dei ricordi frammentari e probabilmente distorti quindi qualcosa potrebbe essere stato visto in una luce anche mooolto diversa da quanto la ricordate voi. Voi che oggi non siete stronzi perchè vi voglio bene.
"Il Faro", ore 22:45.
Venerdì.
A chi ancora non si è accesa nessuna lampadina leggendo l'accostamento delle parole "Il Faro" e "venerdì" è invitato a smettere di leggere quanto segue ed è invitato ad andarsene da quetsa pagina web poichè non è ben accetto e merita tutto il mio disprezzo. Ed è uno stronzo, quasi dimenticavo.
Dunque, il "teorema del faro" che rende valida l'equazione
faro = x chopito (1€)
per ogni x appartenente ad un venerdì del mese, ci ha inevitabilmente portati ad ordinare molti chopiti.
C'era un sacco di gente ma ancora non mi rendevo conto di quanti veramente fossimo.
Ovvio che io non ricordi quanti chopiti ho bevuto, ricordo però di averne pagati 6 + 3, numero che reputo di poco inferiore alla quantità di quanti ne ho mandati giù.
Qualcuno poi l'ho offerto e qualcuno mi è stato offerto.
Sicuro l'ho offerto a Sore, che si è pestato coll'albanese e per questo merita la mia stima, spero che gliene abbia date tante perchè l'albanese mi sta proprio sul cazzo, lui e la sua razza, spero gli sia valso a capire quanto non siano benvoluti qua.
Poi l'ho offerto alla Pecora che gli voglio troppo bene e che è il mio compagno di aprire le bottiglie prima del tempo oltre che iniziale compagno di chooooopiti!
Perchè vogliamo dirlo e lo diciamo: se quel venerdì sera d'inverno dopo la palestra non fossimo andati a farci un choopito tutto questo non sarebbe mai successo! Siamo noi i veri iniziatori del chooooopito nonchè scopritori del "teorema del faro".
Poi l'ho offerto ad Arf che stimo come la persona più saggia che conosca e lui stima me per questo stesso motivo come ha avuto modo di dirmi ieri.
Poi siamo usciti nel parcheggio dove abbiamo fatto un po' di casino e dove io e la Pecora abbiamo ovviamente battezzato le bottiglie prima del tempo, limoncello e birra che erano rimasti freschi grazie al mio sagace metodo segreto.
Susy si è unita a noi e continuava a dire di volersi ubriacare e che avrebbe pagato la sua parte. Aveva una voglia matta di bere. E poi è stata accontentata.
Più parlavamo più ci rendevamo conto di quanto l'ebbrezza stesse piacevolmente sopraggiungendo.
Poi mi è arrivato d'improvviso il ceffonazzo del Della, cazzo alla sprovvista e fortissimo. Essere investito da un treno non mi avrebbe fatto più male in quel momento. Uno a zero per lui. Prossima volta pareggiamo i conti stronzone! Ti voglio bene.
Poi dal Faro ci siamo spostati ai forni, non so chi ha lanciato l'idea. Arrivati lì mi sono reso veramente conto di quanti fossimo dal numero di macchine che c'erano, saranno state dieci. La metà della gente era ubriaca andante e chiaramente dobbiamo aver fatto su un casino della madonna. Contando che lì la gente ci abita e che erano le due di notte penso, subito si accende la luce di quello che abita proprio lì di fronte al forno. Mi è apparso come una sagoma nera che si stagliava sullo sfondo bianco dell'interno di casa sua.
In quel momento c'era Anzo che stava facendo più casino di tutti e sta figura dalla finestra ha sparato tutto il cazziatone verso Anzo.
Ero al top della mia ubriachezza, penso la seconda più forte che io abbia preso. Come inizia a parlare, tutta la gente si azzittisce, tranne Arf che mi fa: "Non poteva che essere un terronazzo" e parte la nostra risata fragorosissima da ubriachi che ci avrà di sicuro fatto guardare male dal tizio.
Il succo del suo discorso comunque era: "Io ve lo dico subito qui c'èggente che sta dormendo poccoddio, se fate sto casino... [e qui non ricordo se ha parlato di Carabinieri o di "vi ammazzo di botte a tutti quanti siete"]".
Qualcuno deve avergli detto "Lei ha perfettamente ragione" imitando le mie gesta verso Rocco a Cesenatico e la cosa è finita lì, nel senso che ce ne siamo andati e io ho detto a tutti, anche a quelli che non conosco e che di sicuro non erano con noi "Ci vediamo al parcheggio del Gipsy".
Ci siamo ritrovati dunque fuori dal Gipsy, la mia macchina era ancora al Faro.
Continua il casino.
Io a un certo punto mi sono trovato dentro e penso Albo mi abbia offerto un caffè, in una tazza troppo grande, da the. Era la cosa migliore per me in quel momento, ma non sono riuscito a berlo amaro e ci ho messo due bustine di zucchero. Grazie Albo.
Esco. Suz e Anzo stavano vomitando.
I più sobri hanno preso da bere, gli altri vomitavano, sputacchiavano e dormivano.
Poi la gente ha iniziato ad andarsene a gruppetti.
Alla fine siamo rimasti noi soliti cinque temerari.
Suz aveva i piedi piagati dai tacchi e gli ho dato le mie scarpe, mi ha ringraziato cento volte per questo. Ci siamo fatti un giretto nel parcheggio per smaltire un po', io in calze tra l'altro.
Anzo era nel suo tipico stato post-botta: piegato in due sulla macchina a sputacchiare e dire "No, no sto bene" con un filo di voce e la faccia bianca.
Ci apprestiamo a tornare a casa pure noi, la nostra ambulanza poi è stata la macchina di Alex.
Portiamo Suz fin dentro casa, adesso mi è appena arrivato il messaggio di ringraziamento dove dice di essere stata parecchio a guardare l'acqua del water. Grande Suz!
Andiamo a recuperare la mia macchina. Doveva essere moooolto tardi perchè al parcheggio del Faro era rimasta solo la mia e un'altra. Ci salutiamo, Ale viene con me.
Arrivo sotto casa di Ale, parcheggio e lo porto di sopra, penso che eravamo da filmare come cazzo andavamo storti sulle scale tra tutti e due. Abita al quarto piano, fa otto rampe di scale, ma mi ricordo di averne salite solo tre non so come. Anzo continuava ad inciampare, alcune le saliva a gattoni. Non ha voluto che entrassi mi ha detto solo "Controlla che chiuda la porta, domani ti ringrazio".
Chiude e io esco dal palazzo. Arrivo giù dove ho modo di stupirmi per il parcheggio perfetto che avevo fatto in quelle condizioni.
Fine della serata.
Bilancio: mal di testissima, mal di gola, taglio di 2 centimetri sul dito (Arf diceva che mi sono chiuso la mano nella portiera della macchina, boh salcazzo), solita sete cronica di acqua fredda del giorno dopo. Mani che tremano e tachicardia ancora adesso.
Mi sono addormentato nel mio letto e mi sono svegliato sul tappeto in sala verso le 7, giuro che non so come.
Poi sono tornato a dormire a letto e mi sono svegliato alle 14:30.
Mia mamma chiede come mai ci fosse una bottiglia di limoncello sul tavolo in cucina sopra i progetti di mio papà e soprattutto che cazzo ci facessi a dormire per terra in sala. Non posso dare una spiegazione adeguata!
Ma tant'è, per serate come questa vale ne la pena. La mia vita è bellissima. Comments (4)
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